Quando un bambino ha miopia o astigmatismo e, anche con gli occhiali da vista appositi, non raggiunge un’acuità visiva piena, è comprensibile chiedersi se possa esserci anche un problema di ambliopia, il cosiddetto “occhio pigro”. Ma i valori della prescrizione degli occhiali e i decimi di visus, da soli, non permettono di fare questa diagnosi.
Miopia, astigmatismo, visus e ambliopia descrivono infatti aspetti diversi della funzione visiva. Gli occhiali possono correggere un difetto refrattivo, ma non consentono da soli di stabilire perché un bambino veda meno del previsto, né possono garantire che la miopia non aumenterà nel tempo.
In presenza di un visus ridotto, soprattutto se un occhio vede meno dell’altro, è importante che la situazione venga valutata da un oculista o oftalmologo pediatrico, che può distinguere tra semplice difetto refrattivo, ambliopia e altre possibili cause di riduzione visiva.
Miopia, astigmatismo e visus non sono la stessa cosa
Per capire meglio una prescrizione oculistica pediatrica è utile separare alcuni concetti che spesso vengono confusi.
La miopia è un difetto refrattivo nel quale i raggi luminosi vengono messi a fuoco davanti alla retina invece che direttamente su di essa. La conseguenza tipica è una visione sfocata da lontano. L’astigmatismo è invece legato a una diversa curvatura del sistema ottico dell’occhio, che può determinare immagini sfocate o distorte.
Le diottrie riportate nella prescrizione indicano l’entità della correzione ottica necessaria. Non dicono però, da sole, quanti decimi un bambino dovrebbe riuscire a vedere.
Il visus, o acuità visiva, misura invece la capacità di distinguere dettagli durante un test visivo. Per questo due bambini con una gradazione simile non devono necessariamente avere lo stesso visus.
In altre parole, gradazione e capacità visiva sono informazioni collegate, ma non equivalenti. È uno dei motivi per cui non è corretto cercare di dedurre una diagnosi soltanto confrontando diottrie e decimi.
Perché un bambino può vedere meno del previsto anche con gli occhiali?
Gli occhiali hanno lo scopo di correggere il difetto refrattivo e permettere alla luce di essere messa a fuoco nel modo più appropriato possibile sulla retina. Tuttavia, una correzione ottica adeguata non significa automaticamente che l’acuità visiva debba essere normale in ogni situazione.
Se il visus rimane inferiore all’atteso con la correzione appropriata, occorre comprenderne la causa. Tra le possibilità che il medico può valutare rientrano problemi dello sviluppo visivo come l’ambliopia, differenze importanti tra i due occhi, strabismo o altre condizioni oculari.
Questo non significa che ogni bambino che vede meno di dieci decimi con gli occhiali abbia un’ambliopia. Il dato del visus deve essere interpretato nel contesto di una visita completa, considerando età, refrazione, differenza tra i due occhi, esame delle strutture oculari e altri elementi clinici.
Che cos’è l’ambliopia e in cosa differisce da miopia e astigmatismo?
L’ambliopia è una riduzione della capacità visiva legata a un alterato sviluppo della funzione visiva durante l’infanzia. Può interessare un solo occhio oppure, in alcune situazioni, entrambi.
Non è quindi semplicemente “una miopia forte” o “un astigmatismo elevato”. Miopia e astigmatismo sono difetti refrattivi; l’ambliopia riguarda invece il modo in cui il sistema visivo si è sviluppato.
Secondo le fonti pediatriche specialistiche, l’ambliopia può essere associata, tra le altre condizioni, a difetti refrattivi non corretti adeguatamente, differenze refrattive tra i due occhi o strabismo. In questi casi un occhio può fornire per un periodo prolungato un’immagine meno nitida e il sistema visivo può svilupparsi in modo asimmetrico.
Si può capire se un bambino ha ambliopia dai soli valori degli occhiali?
No. Una gradazione, anche associata a un determinato valore di visus, non è sufficiente per diagnosticare l’ambliopia.
La diagnosi richiede una valutazione oftalmologica. L’oculista pediatrico deve verificare se la correzione prescritta è appropriata, quanto vede ciascun occhio nelle condizioni corrette, se esistono differenze significative tra i due occhi e se sono presenti altre condizioni in grado di spiegare il deficit visivo.
Per questo non esiste una semplice regola del tipo “sotto un certo numero di decimi c’è ambliopia” applicabile autonomamente a ogni bambino.
Perché è importante se un occhio vede meno dell’altro?
Quando i due occhi presentano una gradazione differente si può parlare di anisometropia. Una differenza refrattiva può fare sì che un occhio riceva un’immagine più nitida dell’altro durante lo sviluppo visivo.
L’anisometropia è uno dei fattori che il medico considera quando valuta un possibile rischio di ambliopia, ma non significa automaticamente che l’ambliopia sia presente.
Anche in questo caso è quindi importante distinguere il fattore di rischio dalla diagnosi. La differenza tra i due occhi deve essere valutata insieme alla refrazione completa e all’acuità visiva corretta di ciascun occhio.

Gli occhiali possono aiutare lo sviluppo visivo?
Quando un bambino ha un difetto refrattivo che richiede correzione, gli occhiali permettono di fornire al sistema visivo un’immagine più nitida. Durante l’infanzia questo è particolarmente importante perché la funzione visiva è ancora in fase di sviluppo.
In alcune forme di ambliopia refrattiva, la correzione ottica rappresenta una parte fondamentale del trattamento. In altri casi gli occhiali possono non essere sufficienti e lo specialista può indicare ulteriori terapie, in funzione della causa e delle caratteristiche del bambino.
È quindi importante seguire le indicazioni dell’oculista riguardo alla prescrizione e alle modalità di utilizzo degli occhiali.
Portare gli occhiali garantisce che il visus sia “al sicuro”?
No, non è possibile dare una garanzia di questo tipo.
Gli occhiali correggono il difetto refrattivo e possono contribuire a creare le condizioni appropriate per lo sviluppo della visione. Non possono però, da soli, escludere la presenza di ambliopia o di altre cause di ridotta acuità visiva e non consentono di prevedere con certezza come evolverà nel tempo la capacità visiva del singolo bambino.
Il parametro importante non è quindi soltanto “porta sempre gli occhiali?”, ma anche come sta evolvendo il visus di ciascun occhio durante i controlli.
La miopia può aumentare anche se il bambino porta sempre gli occhiali?
Sì, la miopia può progredire durante la crescita anche quando gli occhiali vengono utilizzati correttamente.
Questo avviene perché correggere la miopia e controllarne la progressione sono due obiettivi differenti. Gli occhiali convenzionali permettono principalmente di correggere la visione sfocata causata dal difetto refrattivo; non devono essere considerati automaticamente un trattamento destinato a rallentare l’aumento della miopia.
Nei bambini miopi è quindi importante osservare l’andamento nel tempo, confrontando le visite e le misurazioni effettuate durante la crescita.
Per approfondire questo aspetto puoi leggere anche come rallentare la miopia nei bambini, dove abbiamo raccolto le principali informazioni sulla progressione miopica e sulle strategie oggi utilizzate per la sua gestione.
Se i genitori non sono miopi, un bambino può comunque sviluppare miopia?
Sì. La familiarità è uno dei fattori associati alla probabilità di sviluppare miopia, ma non è l’unico.
La miopia è considerata una condizione multifattoriale. Oltre alla predisposizione familiare, la ricerca prende in considerazione diversi fattori individuali e ambientali. Avere genitori non miopi, quindi, non esclude che un bambino possa diventarlo.
Allo stesso tempo, non è corretto attribuire lo sviluppo della miopia a una singola causa, per esempio esclusivamente agli schermi, allo studio o alle abitudini quotidiane.
Quanto può aumentare la miopia di un bambino?
Non è possibile prevedere con precisione quante diottrie raggiungerà in futuro un singolo bambino partendo soltanto dalla sua gradazione attuale.
La miopia infantile può progredire durante gli anni della crescita, ma la velocità e l’entità della progressione variano da persona a persona.
L’età di comparsa, l’andamento osservato nel tempo, la storia familiare e altri parametri clinici possono aiutare il professionista a inquadrare il rischio. In generale, un esordio più precoce significa che il bambino avrà davanti a sé un periodo più lungo durante il quale la miopia potrebbe progredire, ma questo non permette di stabilire in anticipo quale sarà la gradazione finale.
Per questo una singola prescrizione fotografa la situazione in un determinato momento, mentre per comprendere l’evoluzione è necessario confrontare misurazioni successive.
Miopia elevata e miopia patologica sono la stessa cosa?
No. I due termini non dovrebbero essere utilizzati come sinonimi.
L’International Myopia Institute propone, a fini di standardizzazione clinica e scientifica, di definire miopia elevata una refrazione con equivalente sferico pari o inferiore a -6,00 diottrie. Questa soglia è una classificazione quantitativa e non rappresenta da sola una previsione sulla salute futura dell’occhio.
La miopia patologica, invece, riguarda la presenza di specifiche alterazioni strutturali oculari associate alla miopia. Non significa quindi semplicemente “avere molte diottrie”.
Una maggiore entità della miopia è associata a un aumento del rischio di alcune complicanze oculari, ma non è corretto concludere che un bambino con miopia diventerà necessariamente affetto da miopia patologica.
Quando è importante rivolgersi all’oculista pediatrico?
Una valutazione oftalmologica pediatrica è particolarmente importante quando un bambino presenta un’acuità visiva inferiore all’atteso, una differenza tra la visione dei due occhi o un dubbio sul corretto sviluppo della funzione visiva.
È inoltre opportuno che l’andamento della refrazione venga seguito nel tempo quando la miopia compare durante l’infanzia o mostra variazioni ai controlli successivi.
L’obiettivo della visita non è soltanto stabilire quante diottrie correggere. Il medico può verificare lo stato complessivo dell’occhio, misurare correttamente la refrazione, confrontare il visus dei due occhi e valutare se esistono elementi compatibili con ambliopia o altre condizioni che richiedono attenzione.
Quando invece il problema è specificamente comprendere se e come la miopia stia progredendo, può essere utile affiancare al percorso oculistico un monitoraggio dedicato. Da Ottica Emme a Roma ci occupiamo di controllo della miopia nei bambini, nel rispetto delle indicazioni dell’oculista e senza sostituirci alla diagnosi medica.
In sintesi: quattro concetti da non confondere
Miopia e astigmatismo sono difetti refrattivi: descrivono come l’occhio mette a fuoco la luce.
Le diottrie indicano l’entità della correzione necessaria, ma non permettono di prevedere automaticamente quanti decimi dovrebbe vedere il bambino.
Il visus misura l’acuità visiva, ma un valore ridotto non ne identifica da solo la causa.
L’ambliopia riguarda lo sviluppo della funzione visiva e non può essere diagnosticata attraverso la sola prescrizione degli occhiali.
Se un bambino continua a vedere meno del previsto nonostante gli occhiali, soprattutto quando esiste una differenza tra i due occhi, la domanda più utile non è cercare online una diagnosi partendo dai numeri, ma capire insieme all’oculista pediatrico perché l’acuità visiva è ridotta.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce una visita o una diagnosi medica. Per dubbi relativi al visus, all’ambliopia o alla salute oculare di un bambino è necessario rivolgersi a un oculista/oftalmologo pediatrico o ad altro professionista sanitario qualificato.
Fonti medico-scientifiche principali utilizzte per scrivere questo articolo: American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus (AAPOS), Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e International Myopia Institute (IMI).
Domande frequenti
Un bambino può avere ambliopia anche se porta gli occhiali?
Sì, è possibile. Gli occhiali correggono il difetto refrattivo, ma l’ambliopia riguarda lo sviluppo della funzione visiva e deve essere valutata dall’oculista pediatrico. La sola prescrizione degli occhiali non consente di escluderla.
Se un bambino non vede 10/10 con gli occhiali significa che ha ambliopia?
No. Un visus inferiore a 10/10 non permette da solo di diagnosticare l’ambliopia. Occorre capire perché l’acuità visiva è ridotta attraverso una valutazione oftalmologica completa.
La miopia può peggiorare anche se il bambino porta gli occhiali tutto il giorno?
Sì. Gli occhiali convenzionali correggono la visione sfocata, ma non impediscono necessariamente la progressione della miopia durante la crescita.
Un bambino può essere miope anche se i genitori non lo sono?
Sì. La familiarità aumenta il rischio, ma la miopia è multifattoriale e può comparire anche in bambini senza genitori miopi.
Una miopia precoce diventerà necessariamente elevata o patologica?
No. Un esordio precoce può essere associato a un maggiore rischio di progressione nel tempo, ma non consente di prevedere con certezza la gradazione futura né significa che si svilupperà necessariamente una miopia patologica.